Palermo – Bagheria – Villa Palagonia
E finalmente anche io mi accingo a visitare la Villa di Palagonia, un piccolo parco dei divertimenti barocco, dove cento stravaganti folletti di pietra si atteggiano e si mettono in posa affinché tu sia costretto a fotografarli. Goethe nel 1787 ne è infastidito, eppure si affanna a catalogare tutte quelle assurdità statuarie per dichiarare poi di aver perduto un’intera giornata.
Oggi, posso dire ... che qualche fastidio anch'io l'ho avuto: dietro quei folletti di pietra altri mostri di pietra, abusivi e pretenziosi, impressionavano, nel vero senso della parola, la mia pellicola fotografica.

Lascio i folletti ed entro nella Villa. Nell’ingresso tre portali e, al di sopra delle architravi, si possono leggere i seguenti testi, in ordine da sinistra a destra:
Cangiò l'antica interior struttura
al gusto di una moderna architettura.
Salvador Gravina primo di questo nome Principe di Palagonia
fratello del fu' Francesco Ferdinando fondatore di questi singolari ornamenti.
Specchiati in quei cristalli e nell'istessa magnificenza singolar,
contempla di fralezza mortal l'imago espressa.
All'interno ho ammirato quel finto marmo fatto di vetro dipinto dal di dietro e poi gli specchi a soffitto, che idea! Che effetto! Immagino, la sera, le fiamme dei candelieri che vi si riflettono e giri di valzer con la testa in su', brindisi con coppe colme di vino, ancora con la testa in su', quindi il rimirarsi ... sempre con la testa in su', fino a librarsi in volo … le gambe non servono più.
Di nuovo fuori e qui il giardiniere irrispettoso affida la custodia delle sue scarpe ad un cavaliere di pietra, con le gambe mozze.
Follia.



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