mercoledì 17 dicembre 2014

Biriwa (Ghana, Central Region)


Paesaggio - 3

femventura




E lalba, un piccolo villaggio di pescatori si nasconde tra le palme e così anche parte delle barche, trascinate sulla sabbia la sera. Durante il giorno serviranno ai vecchi pescatori come laboratorio per revisionare le reti e cucirne gli strappi, riparandosi dal sole con tende variamente colorate, che il vento accarezza insieme alle bandiere.



femventura




Le altre barche riposano al largo, al di là delle onde che si rifrangono sugli scogli.
Sono a Biriwa, nella regione centrale del Ghana. Nella mia prima passeggiata mattutina mi dirigo verso Forte William, volevo e speravo di raggiungerlo camminando lungo la costa, ma avrei dovuto attraversare il villaggio. La sola idea di farlo mi blocca e poi a quellora quando ognuno provvede alle pulizie personali, ai propri bisogni. Mi è capitato di sorprendere qualcuno dietro uno scoglio intento a scavare una buca nella sabbia. Si perché è così che si fa, lungo la battigia. La buca non va coperta per facilitare lazione depuratrice del mare, ma anche perché possa essere evitata da altri.
Comunque questo non è il solo motivo del mio blocco, non lavrei attraversato a qualsiasi ora del giorno .
Ho ricordato due definizioni di paesaggio:


Per lo vano di una finestra, e per qualunque altra apertura di lor capriccio, mostrare una lontananza di paesaggio in isfuggita…”


Aspetto del paese, campagna con monti,fiumi alberi, ecc.

domenica 2 novembre 2014

Mozia - (Marsala)

Paesaggio - 2

fev

In un amplesso di marine e cieli
di miti di leggende e di colori,
un'amaca s'intreccia all'orizzonte
e culla il sole.

Mollemente la bruma scende e avvela
i ruderi, le spiagge e le saline
lenta tra i pini coi mulini sfuma
Motya fenicia.

Giovanni Angileri

mercoledì 14 maggio 2014

S. Apollinare (Marsciano)

Paesaggio - 1

femventura


Per Lui, il colono che vi abitava, la Palazzetta era un punto di vista privilegiato. La Palazzetta era in realtà soltanto una torre colombaia. Di buon mattino, all’uscita della sua casa,  poteva sostare un attimo a contemplare il paesaggio, sempre mutevole secondo le stagioni. In primo piano la Rocca ed il Castello di S. Apollinare, poi da ovest verso est Monte Petriolo, Cibottola, Monte Vibiano vecchio e Mercatello posate sulla cima di morbide colline; quindi la valle in piano, bipartita dalle sinuose curve del Nestore, accompagnato da salici a destra e a manca e tratteggiato, a volte, dal volo dall’airone bianco.
Punto di vista privilegiato, come abbiamo detto, perché situato più in alto della Badia e del Castello, aperto a centottanta gradi, vi si vede l’alba dar luce ai variegati verdi dell’olivo, dei pini e delle querce ed il tramonto, con i suoi sfondi rossi, disegnare una processione di neri cipressi sul crinale dove, nascosta, v’è la piccola chiesa di S. Lucia.
Qui il paesaggio naturale abbraccia il paesaggio agrario che, con le sue modificazioni estetiche dovute all’attività creatrice dell’età comunale, induce la meraviglia dei campi squadrati, dei filari bene allineati, delle sapienti sistemazioni di pianura e di collina.

La contemplazione, che congiunge il finito e l’infinito, fa vivere come infinito l’istante fuggitivo del tempo, l’attimo del colono, schiude la piccolezza del luogo al di là dei suoi limiti, sino a fare di essa una manifestazione dell’infinito. Così noi, se solo avessimo quell’attimo per contemplare questo paesaggio con l’animo del poeta sicuramente non vorremmo che fosse giammai altrimenti.

femventura

mercoledì 9 aprile 2014

Berlino - Nefertiti

La prigione di Nefertiti

- 14 Marzo 1997 -
Da Roma a Berlino, con tappa a  Stoccarda, poco  meno  di tre ore. Roma sotto il sole,  Berlino  sotto  una coltre di nubi, il tono è grigio.
Berlino è stupenda! Così dicono tutti.
Il  mio non è un viaggio di piacere, il tempo per  vedere qualcosa di stupendo saranno ritagli, fortuna la Domenica di  mezzo.
Già la Domenica. La dedicherò alla "bella che viene da lontano"; da lontanissimo visto che si trova qui . . . a Berlino.

- 16 marzo 1997 -
Metropolitana da Wittenbergplatz a Sophie-Charlotteplatz, poi una  passeggiata, al fresco del mattino, lungo Schloss-Strasse  e quindi subito dentro l'Agyptisches Museum per ammirare Nefertiti.

Lei,  chiusa in una gabbia di vetro dentro una  stanza  buia, testimone  delle innumerevoli esclamazioni di chi le  gira intorno,  sembra dire sommessa:"bella lo ero, per il mio  Akena­ton,  che  mi  vedeva alla luce del sole e della  luna. Qui senza un occhio  e  l'altro  secco  per  lacrime esaurite, io la  regina, per  compiacenza, vi mostro appena,lieve, un sorriso”.
Sotto il colore, pietra calcarea intri­sa di tristezza.

Questo è l’edificio dove Nefertii sconterà la pena dell’ergastolo in eterno.



Follia!