domenica 26 agosto 2012

Isola "Scholae"


Stagnone di Marsala - Isola "Scholae"






Tra isole e saline
breve mare
se mare può dirsi
una laguna dove
d'inverno volano i gabbiani
custodi dei segreti dell'estate.
. . .


Questi sono i primi versi di una delle poesie che Giovanni Angileri dedicò alle isole dello Stagnone e alle Egadi. Il titolo è “breve mare”. Poeta che non volle mai pubblicare, le recitava ai pochi che sapevano ascoltarlo, confidandogli così il suo immenso amore per quel mare. Tra questi Ignazio Buttitta e Mario Luzi che, leggendo “L’ombra di un gabbiano” ne chiosa in margine: 
“il seguito d’esistenze umane
non votato a morte
ma al ritorno”
L'isola della Scuola è un isolotto nel mezzo dello Stagnone, roccia e poca terra, di qualche metro elevato sul livello del mare, rara vegetazione e ruderi di un vecchio lazzaretto per cimiero. 
Si dice che Cicerone, questore a Lilybeo nel 75 a.C.,  la visitasse e lì, insegnasse a pochi eletti i segreti dell'arte oratoria. Da questo il nome? . . . Forse.
   Ai suoi tempi di certo non v'era alcuna costruzione sopra quel cerchio di terra circondato dal mare. L'isola è un piedistallo circolare da dove è possibile vedere Erice, Lilybeo e le Egadi. Forse proprio per questo motivo l'ha scelta, come un piedistallo da dove, senza Eco, insegnare ovvero esercitarsi nell’arte oratoria e ancora . . .  perché no? Qui Cicerone iniziò a scrivere il suo “Somnium Scipionis” indicando Cartagine :"Videsne illam urbem quae parere populo romano coacta est?"

   Oggi c'è un vecchio molo per l'attracco, al riparo dello scirocco. Poi sterpi, qualche agave e ficodindia lungo i bordi. Al centro la vera di una cisterna e contrapposti, due più piccoli a quello grande, gli edifici di un vecchio lazzaretto. Ridotti a ruderi dalla forza degli agenti atmosferici e depredati degli infissi e suppellettili da pirati, testimoniano un buon progetto, di giusta simmetria e buona esecuzione. Le membrature sono di colore giallo e le specchiature rosse, colori forti propri del tramonto. Le coperture costruite a capanna affinché raccogliessero la rara acqua piovana attraverso gli scarichi di gronda, convogliandola per canali sotterranei all'interno della cisterna. Isolato verso il molo un lavatoio.
   Ruderi più antichi non ve ne sono e neanche reperti archeologici sembra siano stati mai trovati. Sebbene vicinissima a Mozia, la abitano soltanto "babbaluci","vucciarde" e qualche gabbiano che ogni tanto e solo per caso la sceglie per morire.

Su questa isola, storie su storie vi si possono costruire intorno per poi raccontarle  come vere. Di vero c'è il bisogno , ogni volta che si viene in questo luogo, di approdarvi e quindi farne il giro. Compiere un rito, a noi stessi ignoto.

Chiunque da questo piedistallo può affidare a tutti i venti i suoi messaggi, parlando con se stesso e con il mondo. Suo sarà il levar del sole; suo il tramonto e lo scrutare intorno: le vele tese o palpitanti bianche, i colori del mare, le terreferme, i mulini a vento e di notte la luna con le stelle.

Invito quanti ne hanno fatto il giro a segnalarla come:
il luogo del cuore - 6° Censimento del FAI 2012


  • Selezionare: regione - Sicilia
  • provincia - Trapani
  • comune - Marsala
  • tipologia - Isola
  • luogo - Isola Scholae

2 commenti:

  1. Grande poeta.. Dovrebbe essere ricordato

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  2. La proloco dovrebbe dare merito, di tutte le pubblicazioni regalate nelle cartoline.. la cultura deve essere premiata!

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